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È
ragionevole seguire la procedura seguente per scegliere il vino più
adatto:
- individuare i
componenti della preparazione, per così dire smontarla,
tenendo conto anche dei cambiamenti che intervengono in seguito
alla cottura;

- capire quali
siano gli ingredienti che predominano, quelli cioé che si
faranno notare maggiormente;

- scegliere il
vino le cui caratteristiche si adattino agli elementi individuati,
affinché siano esaltati o molciti;
il caso
più frequente è selezionare quel vino che abbia capacità
sgrassanti, sia per trasmettere sensazioni di pulito in bocca sia
per facilitare la digestione.
Nello
stabilire la sequenza dei piatti, e di conseguenza dei vini, è
opportuno attenersi al principio del crescendo.
- Le preparazioni
delicate degli antipasti richiedono vini aciduli, giovani e non
impegnativi;
- i primi è
opportuno che siano accostati a vini asciutti, equilibrati, se il
caso leggermente effervescenti;
- i piatti di
mezzo sono esaltati dal corpo deciso, dai profumi persistenti e
dalla presenza dei tannini;
- i dessert vogliono
vini aromatici e di corpo, più o meno abboccati o decisamente
dolci, secondo il tipo di dessert.
La
consuetudine e la pigrizia hanno codificato una cospicua serie di
accostamenti, tra i quali spiccano quelli tradizionali,
legati al territorio: le preparazioni
di una zona sono accompagnate dai vini prodotti nell'area medesima.
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Coloro
che non vogliono rischiare, senza procedere alla disamina del vino
e del cibo, o che comunque desiderano documentarsi sugli accostamenti
comunemente consigliati, possono consultare la
Tabella degli accostamenti tradizionali.
Ma
non sanno cosa perdono non osando!
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